ABITI DA SPOSA

Scegliere la musica giusta per il matrimonio in Chiesa

Scegliere la musica giusta per il matrimonio in Chiesa

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La musica delle nozze in chiesa risponde a regole ben precise. Un esempio? L'Ave Maria di Schubert non può essere intonata perché non è un canto liturgico.

Il grande compositore austriaco non la compose come un canto religioso, ma come invocazione di una ragazza per la salvezza di suo padre. E lo stesso si dica per l'Ave Maria di Bach-Gounod e le Ave Maria di Mascagni, le marce nuziali di Mendelssohn e di Wagner, ma la lista è assai lunga.


La musica giusta per ogni momento

Per scegliere la scaletta che accompagnerà il rito religioso, bisogna tenere presente che la cerimonia sarà divisa in momenti e che ogni momento richiederà un accompagnamento musicale adatto. L'ingresso della sposa, per esempio, può essere accompagnato dalla Marcia nuziale del Lohengrin di Richard Wagner o dalla Marcia nuziale di Mozart. Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di sposi, alla marcia nuziale di Wagner, classico dei classici, preferiscono il “Canone in do maggiore” di Pachelbel, nel suo crescendo che fa tanto pensare ad una camminata regale in un prato di fiori colorati.
Ma perché non osare con la “Donna Lucrezia” di Gian Piero Reverberi e Laura Giordano, suonata magistralmente dai Rondò veneziano?
Intensa, dolcissima, capace di commuovere. Gli sposi, magari con l'aiuto di un sacerdote, possono poi scegliere i canti del Gloria, dell'Alleluia, dell'offertorio, del Santo, del Memoriale dei misteri, della pace.



“Sì, lo voglio”: non c’è musica più dolce

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Nel momento del consenso degli sposi o dello scambio degli anelli è meglio scegliere un sottofondo musicale molto leggero e delicato. In quel momento, il “sì” degli sposi e la pronuncia della formula di rito deve prevalere su tutto. Per quanto riguarda il canto di Comunione, si può ricorrere al fidato Mozart e alla sua “Romanza de Eine kleine Nachtmusik” o all'“Ave Verum Corpus”. Al momento delle firme o comunque al termine del rito, quando non si è più vincolati alle norme liturgiche, si può magari intonare il “Fratello sole, sorella luna” di Jean Marie Benjamin, musicata da Riz Ortolani, parte della colonna sonora del film omonimo del 1972, opera del maestro Franco Zeffirelli.
In quella grande opera cinematografica la cantò Claudio Baglioni ed, anche in questo caso, la finalità non liturgica della sua realizzazione è un impedimento al fatto che venga intonata durante il rito. Ma quando la celebrazione è terminata, ci si può concedere la gioia di ascoltarla.



L’uscita degli sposi: ritmo, allegria e…riso!

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E, per l'uscita degli sposi, sono doverosi canti allegri: ancora Mozart con la “Exultate Jubilate” dalla Messa k437 oppure la “Sonata numero 6” da “Il Pastor Fido” di Antonio Vivaldi. O, ancora, la “Corale” da “Il Monte degli Ulivi” di Beethoven.
Gli sposi possono scegliere, sulla base delle loro sensibilità, gli strumenti da suonare durante il rito, dal classico organo alla scenografica arpa, magari accompagnata dalla musica di un violino. Un quartetto d'archi, magari di supporto ad una voce lirica, dà sempre solennità al rito.

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